Scelta della forma societaria per la propria Startup

SRL ordinaria e SRL Semplificata a confronto. Analisi di due forme societarie solo apparentemente simili ma che in realtà presentano profonde differenze. Ecco come capire quale scegliere per la propria Startup.

La scelta della forma societaria rappresenta un vero e proprio dilemma per chiunque si appresti a fondare la propria startup.

Il legislatore, con la legge del 24 marzo 2012 n. 27, novellando la precedente disciplina prevista per le cd. SRLCR (Società a responsabilità limitata a capitale ridotto), ha introdotto nel nostro ordinamento una forma societaria ad hoc per le Startup e i giovani imprenditori, ma che in realtà nasconde gravi mancanze ed una disciplina frammentaria e spesso complessa. Si tratta della società a responsabilità limitata in forma semplificata, la cd. SRLS.

Tale forma societaria è stata pensata come variante della SRL classica, con il preciso intento di inserire nel nostro ordinamento giuridico una forma societaria sui generis, che sia snella, economica e semplice da costituire.

In realtà, la SRLS non è né semplice né economica.

Vediamo il perché, riassumendo in tre ordini di motivi:

1. Innanzitutto, una delle ragioni principali del particolare apprezzamento prima facienei confronti delle SRLS, consisteva nella possibilità di versare come capitale sociale iniziale una cifra minima di 1 euro, fino ad un massimo di 9.999 euro. Ebbene, a partire dal 20 luglio 2016, tale possibilità è oggi prevista anche per la SRL ordinaria.

Con la nuova procedura di costituzione on-line è possibile costituire la propria SRL per via telematica, senza il necessario intervento del notaio e con un capitale sociale minimo di un euro, a patto che vengano rispettati i requisiti per l’iscrizione contestuale della newco nella sezione speciale del registro delle imprese per le Startup innovative. Sia l’ atto costitutivo che lo statuto potranno essere sottoscritti con firma digitale, avvalendosi della piattaforma online del registro delle imprese.

2.  In secondo luogo, il modello semplificato obbliga i futuri soci a sottoscrivere atto costitutivo e statuto in forma prettamente standard, non essendo tali atti suscettibili di emendamenti da parte dei soci. Le clausole dello schema societario sono infatti inderogabili. Questo vuol dire che i soci di una SRL semplificata non saranno liberi di personalizzare i propri atti societari e di darsi delle regole di gestione della stessa a loro piacimento, ma dovranno sottostare a delle regole imposte. Tale restrizione rappresenta un limite di non poco conto.

Infatti, la possibilità di personalizzare la documentazione societaria della propria SRL ha sempre costituito il punto di forza di questo modello societario. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di inserire le cd. clausole tag along e drag along (clausole sulla co-vendita e sul diritto di trascinamento), alla possibilità di cedere quote societarie a persone giuridiche (seed investors, business angels, venture capitalists), ed alla impossibilità di creare categorie di quote fornite di diritti diversi. Più in generale, a tutti quegli accordi di governance facenti capo ad una società che ha l’obbligo di pensare in grande a partire dal day one e di mostrarsi pronta a fronteggiare ogni singolo ostacolo di tipo legale e/o finanziario che sicuramente insorgerà nella vita della società.

Per questi motivi, le Startup che hanno fatto ricorso alla disciplina della SRL semplificata sono state spesso definite definite come società di fatto “depotenziate”.

3. Infine, a seguito della costituzione, la SRLS avrà gli stessi costi di gestione di una SRL ordinaria; andranno infatti presi in considerazione anche i movimenti finanziari (di cassa e bancari) e andrà presentato un bilancio annuale di esercizio.

Ebbene, se i costi di gestione delle due forme societarie sono i medesimi, appare scontato chiedersi quale sia l’effettiva utilità del modello semplificato.

Alla luce di quanto sinora asserito, è possibile affermare che ricorrere al modello semplificato non sembra essere la soluzione consigliata, in quanto sarà comunque necessario effettuare il passaggio alla SRL ordinaria in caso di aumento di capitale, ove la società dovesse avere dei guadagni. Ciò comporterebbe l’obbligo di andare nuovamente dal notaio per modificare la struttura societaria, rimanendo pur sempre ancorati a quelle limitazioni di cui sopra, fortemente restrittive e di non facile risoluzione.

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