Startup: varie opportunità di Fundraising

 

Come molti sanno, molte startup non superano il loro terzo anno di vita. Ciò accade nel 90% dei casi perché l’azienda non dispone dei fondi necessari per affermarsi sul mercato. Il fundraising, infatti, è tra le operazioni più complesse nella vita di una startup, ed è necessario che colui che stia portando avanti la campagna di ricerca di finanziamenti per la propria azienda abbia un’ idea ben chiara su tutte le opportunità di finanziamento possibili e, soprattutto, che sappia riconoscere se la propria startup possiede tutti i requisiti necessari per ottenere quel tipo di investimento, in quel determinato momento.

In primo luogo, proviamo a spiegare quali sono le strade attraverso cui una startup può ottenere dei finanziamenti, utili ad incrementare il proprio asset.

Le forme di finanziamento più conosciute ed utilizzate sono:

  • Amici e parenti
  • Business Angels
  • Venture Capital
  • Banche
  • Bandi pubblici
  • Programmi di accelerazione
  • Bootstrapping (autofinanziamento da parte di membri del team)
  • Sponsorships
  • Crowdfunfing

Al fine di inquadrare con precisione il tipo di finanziamento di cui ogni singola azienda ha bisogno, è necessario schematizzare, così come di seguito, le fasi della vita di una startup.

  1. Business Idea
  2. Creazione di un team
  3. Prototipo
  4. Crescita
  5. Scale up

Va da se che una startup non riceverà mai un investimento da un fondo di Venture Capital nelle fasi 1, 2 e 3. Per entrare nella fase della crescita servono almeno dai 3 ai 5 anni. I Venture Capital normalmente investono cifre che vanno dai 2 milioni a salire.

Cerchiamo ora di capire qual è l’ investimento più adatto, in relazione alla fase in cui si trova l’ azienda.

Fasi 1 e 2

Nella fase 1 e 2 la maniera più rapida e sicura di ottenere finanziamenti è per il tramite di amici e parenti. Loro vi daranno le forze per accedere alla fase 3.

Caratteristica comune di chi decide di investire in una semplice idea è la consapevolezza di investire in delle persone.

Non avendo a disposizione alcun dato alla mano che consenta di capire se un’idea ha un potenziale o meno, amici e parenti investiranno in voi solo ed esclusivamente perché vi riterranno persone particolarmente intelligenti e perché riporranno particolare fiducia in voi, ma senza che vi sia alcun dato di mercato che lo possa dimostrare.

 

Abstract fasi 1 e 2 

  1. Chi investe lo fa nelle persone.     
  2. Nel 90% dei casi i primi investitori di una startup sono persone che già vi conoscono.    

 

Fase 3                                                                     

A partire dalla fase 3 in poi, entrerà in gioco la figura del business angel.

I business angels sono persone fisiche che investiranno nella vostra società una cifra che varia dagli 80 ai 150 mila euro. In cambio, l’ investitore, (in base al valore premoney della società) acquisirà una percentuale di quote della vostra società, che normalmente va dal 10 al 30%.

Un business angel prenderà in considerazione la possibilità di investire in voi non appena gli avrete dimostrato che il vostro servizio produce traffico; dei dati, anche non tantissimi, ma tali da permettere all’ angel di fare il seguente ragionamento:

“Se con il supporto di amici e parenti (e a meno che vostro nonno non sia milionario, difficilmente sarà una cifra superiore a 20 – 25 mila euro) avete prodotto un traffico pari a 3 mila users e/o 50 customers al giorno, con un investimento di 100 mila euro questi numeri potranno moltiplicarsi esponenzialmente, così come il mio conto in banca.”

Un altro elemento che contraddistingue la mentalità di un business angel è la voglia di sentirsi parte della società in cui ha investito e di contribuire al successo della stessa. Un business angel, infatti, metterà a vostra disposizione il proprio network, vi permetterà di espandere il vostro mercato verso altri paesi e contribuirà ad accelerare il vostro processo di crescita attraverso la sua rete di contatti.

Il business angel sarà una figura particolarmente presente nella vostra società, ed avrà particolarmente a cuore il vostro progetto, cosa peraltro normale, in quanto socio.

Non è per nulla facile catturare l’ attenzione di un business angel; ricevono centinaia di email all’ anno e alla fine investiranno in non più di 5 startup in un anno.

Generalmente, un business angel investirà nella vostra startup solo se vedrà in voi le seguenti caratteristiche:

  1. Un team composto da persone really really skilled.
  2. A huge problem to solve.

 

Abstract fase 3

Occorre avere un prototipo e una traction ben avviata per attirare l’ interesse di un business angel.

 

Fase 4

Abbiamo detto che le startup nei loro primi 3 anni di vita non hanno alcun motivo di cercare investimenti da fondi di Venture Capital; né quest’ultimi vi darebbero la benché minima considerazione.

Le principali differenze tra un fondo di Venture Capital e un business angel sono le seguenti:

 

  • I business angels investono i propri soldi, mentre i VC investono soldi che in realtà non sono di loro proprietà, ma che vanno a prendere, per la maggior parte, da fondi pensione.

 

  • I business angels investono nella fase in cui il servizio/prodotto dispone già di un prototipo avviato e con una buona traction, mentre i fondi di VC investono o nella fase della crescita della società, o quando la società è già pienamente affermata nel mercato.

 

  • Un business angel in media investe (da solo) circa 100.000 euro a startup , mentre un fondo di VC normalmente mette a disposizione da 2 milioni a salire.

Infine, chiedere un finanziamento ad una banca, così come per i VC, può essere una buona soluzione solo per quelle aziende che già dispongono considerevoli profitti, che sono sul mercato da 5-7 anni e che intendono continuare ad investire sulla loro crescita.

Non esitate a contattare il team di UpLaw per ottenere consulenza in materia di Startup.

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